energia termica
Ad Aosta partono i lavori per il teleriscaldamento
L’obiettivo è diminuire gli impatti ambientali della produzione di energia termica e garantire bollette più leggere per i consumatori finali
Il teleriscaldamento fa un altro passo in avanti in Italia: ad Aosta nei giorni scorsi è stato inaugurato il primo cantiere della centrale, posta a Sud Est di Aosta.
Questa tecnologia, lo ricordiamo, è estremamente favorita anche dalla recente Strategia energia energetica nazionale, perché permette la produzione di energia termica in maniera centralizzata da un unico impianto piuttosto piuttosto che da numerosi e frammentati siti (se non addirittura da soluzioni del tutto autonome, come le stufe a pellet). L’energia viene poi trasportata attraverso un sistema di tubazioni direttamente nelle abitazioni, con vantaggi sia dal punto di vista della sicurezza che economici.
Secondo i responsabili del progetto aostano, la piana di Aosta è un territorio ideale per il teleriscaldamento: molte case vicine e parecchi condomini, un terreno pianeggiante collegato da una rete di strade. Cuore del sistema di teleriscaldamento sarà la centrale termica di cogenerazione, situata nell’area dell’ex acciaieria Cogne, che svilupperà una potenza termica pari a 92 MWt.
Questo impianto, a gas metano e recupero calore da cascame termico industriale, sarà alimentata da motori endotermici a gas, pompa di calore, caldaia a biomassa vergine e caldaie d’integrazione. A regime saranno così prodotti ogni anno 165.000 MWh di energia termica. Attraverso una rete di distribuzione, lunga circa 47 chilometri, la città di Aosta sarà servita secondo uno sviluppo verificabile attraverso le mappe che saranno rese disponibili alla popolazione e che saranno continuamente aggiornate.
Inoltre la centrale sarà direttamente collegata a un sistema di recupero del calore di scarto delle acque di raffreddamento della ‘Cogne acciai speciali’, per risparmiare combustibile e ridurre ulteriormente le emissioni inquinanti. I lavori iniziati nei giorni scorsi dureranno cinque anni, anche se il primo calore nelle abitazioni dei cittadini arriverà già nell’ottobre del 2014.
Secondo i calcoli dei responsabili del progetto, la maggiore efficienza del sistema dovrebbe da un lato evitare l’emissione di 42 mila e 300 tonnellate di anidride carbonica l’anno, considerata responsabile dell’aumento di temperatura del pianeta, dall’altro favorire la diminuzione di 5,6 tonnellate di polveri sottili. Senza contare i vantaggi economici, visto che la promessa è di tariffe per gli utenti finali dal 10% al 30% inferiori a quelle di mercato.
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L'autore
Gianluigi Torchiani
Giornalista classe 1981, cagliaritano doc ormai trapiantato a Milano dal 2006. Da diversi anni si interessa del mondo dell’energia e dell'ambiente, con un particolare focus sulle fonti rinnovabili
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