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Cambiare visione per la sostenibilità in edilizia

La normativa sull'efficienza energetica in edilizia in Puglia è buona, ma i comuni faticano ad adeguarsi. Ne parliamo con l'Architetto Massimo Crusi

Scritto da il 09 gennaio 2013 alle 8:25 | 0 commenti

Cambiare visione per la sostenibilità in edilizia

Un settore agli inizi e una pubblica amministrazione volenterosa, ma in difficoltà. Questo il panorama dell’edilizia sostenibile in Puglia, secondo l’Architetto Massimo Crusi, Presidente dell’Ordine degli Architetti e Paesaggisti della Provincia di Lecce che ne ha parlato con Tekneco.

Qual è la realtà dell’edilizia sostenibile in Puglia?
«Usando una metafora, direi che è in marcia ma che il cammino da fare è ancora lungo. La normativa regionale di riferimento è innovativa e, di sicuro, lungimirante  ma, come ben sappiamo, il punto delicato di ogni normativa è l’aspetto attuativo. Per esempio, l’adeguamento dei regolamenti edilizi comunali che, ad oggi, non prevedono l’efficientamento energetico, discostandosi in questo dalle leggi regionali. Si procede ad una doppia velocità, con le amministrazioni locali che sembrano in affanno nell’adeguarsi all’impianto e al dettato regionale».

Come mai succede ciò?
«Quella dell’efficienza energetica in edilizia è una questione molto presente nel dibattito mediatico, ma nel concreto sembra che l’ente locale, parlo in generale ovviamente, non abbia così a cuore questo tema come dovrebbe. Probabilmente è anche l’esito di una confusione, laddove ancora oggi si sovrappone l’efficienza energetica con la produzione di energie alternative. Di conseguenza, sui tetti degli edifici pubblici fiorisce, ad esempio, il fotovoltaico, senza che il resto dello stesso edificio venga adeguatamente efficientato, nel nome del risparmio energetico. Direi che è necessario un salto di qualità, a tutti i livelli».

Sul vostro territorio che cosa sta succedendo quindi?
«La confusione di cui parlavo prima è di casa anche da noi nel Salento. Manufatti caratterizzati da una maggiore attenzione all’efficienza energetica cominciano ad essere realizzati anche nel nostro territorio, ma di vere e proprie case a impatto zero ancora non ce ne sono. Nel resto della Puglia, invece, qualche cosa sta nascendo».

Le pubbliche amministrazioni come si stanno muovendo rispetto all’efficientamento del proprio patrimonio edilizio?
«Intanto, grazie anche agli incentivi fiscali, i tentativi di efficientamento sono più numerosi nel privato che nel pubblico. Ripeto, l’efficienza energetica è una questione molto discussa, e sicuramente per il legislatore regionale un obiettivo importante e da perseguire. Nel concreto, siamo ancora agli inizi e dal mio osservatorio mi pare di poter parlare più di pubbliche amministrazioni che rendono disponibili i propri edifici per la produzione di energie alternative, che di amministrazioni concretamente disposte ad investire risorse, anche provenienti dalla produzione energetica, nell’efficientamento del patrimonio pubblico. E’ un po’ come il gatto che si morde la coda: se avessimo più edifici a impatto zero avremmo meno bisogno di energia, pulita o meno, con un risparmio notevole in termini di spesa e anche in termini di consumo del territorio agricolo o rurale».

Il Piano casa della Regione Puglia è servito all’edilizia sostenibile?
«La Regione Puglia ha realizzato due Piani casa. Con il primo, gli interventi sono stati quasi irrilevanti poiché venivano individuate situazioni molto particolari e intervenire non era vantaggioso. Con il secondo si è allargata la maglia, anche se i risultati prodotti sono a macchia di leopardo. In termini di efficienza energetica va però sottolineato che l’attuale Piano casa di per sé non aiuta ad allargare la platea degli interventi per l’efficienza energetica, poiché questi si applicano solo al 20% di ampliamento e non anche al resto dell’edificio».

In ultima analisi cosa serve per sviluppare il comparto dell’edilizia sostenibile in Puglia?
«È necessaria una visione completamente diversa, e non a caso le parole d’ordine lanciate dal Consiglio Nazionale degli Architetti e da ogni singolo Ordine Provinciale sono quelle della rigenerazione urbana, della sostenibilità. Dobbiamo abituarci a ragionare in termini di territorio e non di singoli edifici, unendo i vantaggi di tipo urbanistico con quelli fiscali. Sposare la logica e la cultura della RIgenerazione Urbana SOstenibile (RIUSO) significa, di fatto, sviluppare una visione integrata e organica, capace di guardare al territorio e al paesaggio in termini di sostenibilità totale, ambientale ed energetica. Solo così sarà possibile considerare l’edilizia sostenibile e l’efficientamento energetico come un comparto vitale e necessario per la qualità della nostra vita, delle nostre case, delle nostre città».


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L'autore

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris, nato a Vercelli nel 1960 è giornalista professionista e scrive di scienza, tecnologia, energia e ambiente. È direttore della rivista QualEnergia, del portale QualEnergia.it e rubrichista del mensile di Legambiente La Nuova Ecologia. Ha curato oltre cinquanta documentari, per il canale di Rai Educational Explora la Tv delle scienze. Collabora con svariate testate sia specializzate, sia generaliste. Recentemente ha riscoperto la propria passione per la motocicletta ed è divenatato felice possessore di una Moto Guzzi Le Mans III del 1983.


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