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a toxic eden

Un Eden tossico nei nostri giardini

Una campagna di Greenpeace denuncia la presenza di sostanze tossiche per le api nelle piante ornamentali vendute in Europa

Scritto da il 09 maggio 2014 alle 9:30 | 0 commenti

Un Eden tossico nei nostri giardini

Le piante che abbelliscono i nostri giardini e balconi sono contaminate da cocktail di sostanze tossiche. Estremamente attraenti per le api, piante come viole, campanule e lavanda potrebbero trasformarsi in una trappola letale per questi preziosi insetti, che con il loro lavoro di impollinazione garantiscono un terzo del nostro cibo.

Il rapporto di Greenpeace “A toxic Eden” riporta i risultati delle analisi eseguite su piante ornamentali provenienti da negozi di giardinaggio, supermercati e centri del fai da te in dieci Paesi europei: su 86 campioni, il 97,6 per cento (84 piante) sono stati trovati residui di pesticidi e il 79% era contaminato da pesticidi dannosi per le api. In quasi la metà dei campioni sono stati trovati residui dei tre insetticidi neonicotinoidi il cui uso è stato limitato nell’Unione europea.
Da questo studio non è possibile trarre conclusioni definitive sull’impatto di queste sostanze sulle api, ma sembra possibile che api e altri impollinatori possano essere esposti a concentrazioni tossiche quando visitano queste piante ornamentali. I neonicotinoidi sono infatti insetticidi sistemici e dopo il trattamento velenose si distribuiscono in tutti i tessuti della pianta: foglie, fiori, radici e steli per poi arrivare a contaminare polline e nettare.
Greenpeace ritiene che gli attuali divieti europei verso gli insetticidi neonicotinoidi non siano sufficienti. Anche se il trattamento con queste sostanze viene effettuato in serre chiuse, le piante ornamentali sono poi commercializzate e piantate in parchi, giardini e balconi.
Nei campioni è stata rilevata anche una grande varietà di fungicidi: quello riscontrato più comunemente è il Boscalid, che è stato trovato nel 44,2 per cento dei campioni. Inoltre, in 12 delle 86 piante ornamentali analizzate (quindi nel 14 per cento del campione) sono stati rilevati pesticidi non autorizzati nell’Ue, tra cui due tossici per le api. Non è stato possibile rilevare se si tratta di applicazioni illecite effettuate in Europa o di importazioni da Paesi dove gli standard sono inferiori a quelli dell’Ue.
La conclusione dell’associazione ambientalista è che la frequente presenza di residui di antiparassitari non autorizzati in piante ornamentali vendute in Europa evidenzia la necessità di un maggior rigore dei sistemi di monitoraggio e gestione delle filiere nel settore floro-vivaistico. È stata quindi lanciata una campagna con una petizione che chiede di vietare esplicitamente i pesticidi tossici per le api.


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L'autore

Stefania Marra

Stefania Marra, giornalista professionista dal 1994, è stata per circa dieci anni caporedattrice della rivista Modus vivendi. Dal 2005 gestisce il modulo pratico di giornalismo al Master di comunicazione ambientale (CTS/Facoltà di Scienze delle comunicazioni Università La Sapienza). Scrive soprattutto di storia sociale dell'alimentazione e di ambiente, settore per il quale ha ricevuto diversi premi giornalistici.


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