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Nuove sfide per un futuro sostenibile

L'uomo del terzo millennio sarà una nuova specie, capace di modificare se stesso e l'ambiente che lo circonda? Per Juan Enriquez l'Homo evolutis è uno scenario molto vicino

Scritto da il 04 febbraio 2011 alle 9:09 | 0 commenti

Nuove sfide per un futuro sostenibile

Un Pianeta in bilico. Lo sappiamo bene. I cambiamenti climatici sono ormai un dato scientifico largamente condiviso. Gli investimenti in tecnologie pulite, energie rinnovabili e mobilità innovativa sono in forte crescita e qualche passo concreto nella direzione giusta sembra far sperare per il meglio. Cosa si muove nella pentola delle società più innovative e quale uomo camminerà sulla Terra tra 10 o 20 anni? A queste domande alcuni grandi innovatori hanno cominciare a dare risposte che disegnano già una prospettiva di futuro molto prossimo.

Il nuovo solare

Alzi la mano chi crede nel solare come unica via d’uscita per la crisi energetica da combustibili fossili ormai dietro l’angolo? Certo, il sole ci illumina ogni giorno con 15.000 Terawatt di energia e oggi ne consumiamo nel mondo 15 Terawatt, destinati a crescere a 50 in meno di 20 anni, ma come fare a stoccare questa energia per la notte? Come alimentare mezzi di trasporto in volo? C’è chi scommette, come Stewart Brandt, che presto dovremo fare i conti con il nucleare, scendere a compromessi con le pale eoliche per l’energia dal vento. Resta il fatto che l’efficienza attuale degli impianti fotovoltaici richiederebbe una superficie di pannelli enorme, difficilmente compatibile con i consumi globali in costante crescita.

Dobbiamo scoraggiarci? Niente affatto! eSolar è una startup prossima a realizzare in California un primo impianto a specchi solari capace di concentrare i raggi solari in maniera efficiente verso una torre, allo scopo di trasformare il sole in calore da stoccare nel terreno. In questo modo la superficie per l’impianto si riduce enormemente – un quadrato di 164 chilometri nel Sahara sarebbe capace di alimentare già da oggi tutta l’Europa, se solo fossimo capaci di trasportate questa energia senza disperderla – e il calore può essere trasformato in elettricità da consumare nell’arco di 24 ore. In pochi anni i costi scenderanno con una progressione tale da rendere il tutto economicamente sostenibile (gli specchi sono comandati da computer che li muovono per aumentare al massimo la resa). Non ci resta che attendere.

Allo stesso modo altri progetti puntano a rendere sostenibile (= a impatto zero) lo spostamento in volo, con piccoli aerei simili a quelli da turismo o con progetti più ambiziosi come Solar Impulse. Quest’ultimo è già riuscito nell’intento di realizzare il primo volo notturno di un aereo unicamente alimentare da pannelli solari. Un progetto pilota per avviare l’era del volo sostenibile, seppur i frutti commerciali del progetto siano ancora lungi a venire: l’aereo è ultraleggero e trasporta un solo passeggero, il pilota. Solar Flight ha già invece realizzato più di un velivolo e molto presto lancerà sul mercato i primi modelli. Da tenere d’occhio, considerando la velocità con cui evolve il mercato.

La sessione dedicata al solare a DLD 2011

Homo Evolutis

Se l’uomo riuscirà ad invertire la rotta che lo porta oggi a vedere il baratro, probabilmente non sarà più l’Homo Sapiens che conosciamo, ma un’altra specie di ominide, ammesso che oggi questa evoluzione non sia già in atto. La teoria di Juan Enriquez, tutt’altro che perigrina, si fonda su ipotesi scientifiche che piantano i piedi nella terra di chi già oggi si è incamminato su questa strada. La ricerca scientifica, soprattutto in campo medico e genetico, supera traguardi quotidianamente, nell’ignoranza dei grandi media e del grande pubblico. Eppure già oggi è possibile, per esempio, acquistare online un kit per far crescere tessuti biologici e perfino organi, come la vescica, in casa propria. Non è una novità se alcuni scienziati siano riusciti a far nascere un topo semplicemente da una sua cellula e se altri abbiano creato un batterio mai esistito prima, inserendo materiale genetico in un’altra specie di batterio (progetto finanziato dallo stesso Enriquez attraverso Excel Ventures, tra l’altro).

Un uomo capace di tutto ciò, sarà presto capace di modificare a piacimento i propri geni, per sconfiggere malattie o sviluppare resistenze a nuove sfide poste da un ambiente sempre più inospitale, a causa dell’uomo stesso. Che si questa la via da seguire per evitare una estinzione che ha già colpito le altre 25 specie di ominidi già documentate e passare il testimone della vita sulla Terra a un nuovo ominide? Un tema affascinante sviluppato da Enriquez in un nuovo ebook, Homo Evolutis, appena pubblicato da Kindle Singles.

Se il WWF nel suo rapporto internazionale ha già da anni denunciato come i consumi dell’Homo Sapiens richiedano altri due pianeti oltre a quello di cui disponiamo oggi, qualcuno sta già pensando ad un piano di fuga dalla Terra, verso lo spazio. Nulla ancora capace di spostarci tutti su Marte o altrove, ma un altro primo passo verso la conquista dello spazio. Virgin Galactic entro giugno 2012 avvierà i primi viaggi in orbita, seppur per 5 minuti soltanto e ad un prezzo poco abbordabile pari a 200.000 dollari a passeggero. Un giro intorno alla Luna è già offerto invece da Space Adventures e il primo biglietto è già stato venduto per 150 milioni di dollari; data di partenza non prima del 2015.

Da qualche parte bisogna pur cominciare, non credi?

La corsa allo spazio

http://homoevolutis.com/


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L'autore

Luca Conti

Luca Conti, classe 1975, laureato in Scienze Ambientali apre il suo primo blog nel 2002. Da allora ha avviato uno studio del social web che lo ha portato a collaborare con Nova del Sole 24 Ore, Wired.it e altre testate. Ha scritto per Hoepli Fare Business con Facebook e Comunicare con Twitter, nella collana Web & Marketing 2.0 di cui è curatore. Aiuta le aziende a comunicare attraverso il Web 2.0 e dal 2007 ha collaborato con Rai News 24, Mediaset, Webank, Vodafone, Campari, Banca Etica, Vanksen Group, 90|10 e numerose altre PMI italiane. Esperto dell'evoluzione dei social network è stato intervistato da testate nazionali ed internazionali quali International Herald Tribune, Tg1, Tg3, Repubblica, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Panorama, L'Espresso, Time Magazine.


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