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Ecologia con il referendum

Parte la raccolta di firme per i referendum su grandi opere e trivellazioni. C'è tempo fino al 30 settembre per firmare

Scritto da il 31 luglio 2015 alle 13:20 | 2 Commenti

Ecologia con il referendum

Arrivano i referendum ecologici. Sono stati presentati da Pippo Civati e dalle esponenti di Green Italia Annalisa Corrado e Anna Donati i tre quesiti referendari dedicati alle questioni ambientali (trivelle e legge obiettivo) nell’ambito della campagna promossa da Possibile, la formazione politica creata dall’ex membro del Pd, animatore assieme a Matteo Renzi della “Leopolda”. Alla presentazione dell’iniziativa presso la Camera dei Deputati erano presenti il professore di diritto costituzionale Andrea Pertici e altri esponenti del mondo ambientalista  tra i quali il network Ecofuturo, e hanno manifestato la loro adesione alla campagna referendaria i Verdi e lo stesso hanno fatto esponenti radicali come Marco Cappato.

«Il referendum di soppressione della legge obiettivo – ha dichiarato Anna Donati – punta ad eliminare le procedure speciali per le grandi opere voluta nel 2001 dal Governo Berlusconi e mai cancellate, nonostante che il presidente dell’Autoritá Anticorruzione le abbia definite criminogene. Una lista sterminata di opere inutili e devastanti ad alta intensitá di cemento, asfalto e consumo di suolo, con molte autostrade, pezzi di alta velocitá e quasi nulla destinato alle reti per il trasporto in cittá, le uniche davvero utili. Semplificazioni che hanno eliminato la possibilitá per i Comuni di decidere sul loro territorio, indebolito la Valutazione Ambientale e la vigilanza pubblica, potenziato i poteri delle imprese, cancellato la qualitá del progetto ed  evitato una selezione rigorosa delle opere».

I tre quesiti fanno parte degli otto complessivi proposti da Possibile che intervengono, anche, sulla legge elettorale appena approvata dal Parlamento, sul “jobs act”, sulla legge sulla scuola e sulla Legge obiettivo.

«Il referendum sull”articolo 35 del “Decreto Sviluppo” del 2012 – ha dichiarato la co portavoce di Green Italia Annalisa Corrado – punta a cancellare quelle norme che danno il via libera a trivellazioni petrolifere selvagge in mare e a terra, esponendo così a serissimi danni alcune delle zone di piú alto pregio paesaggistico e valore turistico del nostro Paese e frenano al tempo stesso il cammino verso un nuovo modello energetico basato su energie pulite ed efficienza. Le riserve certe di petrolio presenti sotto i mari italiani, come stimato direttamente dal ministero dello Sviluppo economico, basterebbero a soddisfare il fabbisogno energetico italiano per appena 8 settimane, ma per questa quantitá irrilevante si mettono a circa 130mila kmq di aree marine».

Ora si stanno presentando nelle segreterie comunali e nelle cancellerie dei tribunali e delle corti di appello i moduli per la vidimazione ed è partita la raccolta delle firme. Ne serviranno 500mila entro il 30 settembre 2015, per poter votare nella primavera 2016.


Commenti

Ci sono 2 commenti.

  • giancarlo venturi
    scrive il 01 agosto 2015 alle ore 19:22

    una ulteriore firma per passare da SBLOCCA ITALIA a BLOCCA SBLOCCA ITALIA

  • Roberto Budini Gattai
    scrive il 06 settembre 2015 alle ore 20:01

    Per il referendum sull'art. 35 del "decreto Sviluppo", la mia sottoscrizione

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L'autore

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris, nato a Vercelli nel 1960 è giornalista professionista e scrive di scienza, tecnologia, energia e ambiente. È direttore della rivista QualEnergia, del portale QualEnergia.it e rubrichista del mensile di Legambiente La Nuova Ecologia. Ha curato oltre cinquanta documentari, per il canale di Rai Educational Explora la Tv delle scienze. Collabora con svariate testate sia specializzate, sia generaliste. Recentemente ha riscoperto la propria passione per la motocicletta ed è divenatato felice possessore di una Moto Guzzi Le Mans III del 1983.


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