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Oro blu: il tesoro inesplorato del mini-idroelettrico

Piccoli salti d'acqua, canali di irrigazione e acquedotti sono le ultime frontiere di espansione. Pesano ritardi burocratici e incertezze sui prezzi minimi

Scritto da il 06 settembre 2010 alle 9:00 | 4 Commenti

Oro blu: il tesoro inesplorato del mini-idroelettrico

Photo: E++


Riflettori puntati sulla capitale svedese Stoccolma per la Settimana mondiale dell’acqua (World water week), che parte in questi giorni. Una sorta di forum globale che riunisce università, aziende, istituzioni pubbliche. Le risorse idriche sono al centro di un dibattito sugli ultimi progressi delle ricerche scientifiche che riguardano qualità, depurazione e utilizzo per la produzione energetica da fiumi, laghi e maree. È noto che in Italia circa i tre quarti del contributo alla generazione di elettricità da fonti pulite arriva dalle grandi centrali idroelettriche, costruite per la maggior parte tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Un’attenzione minore, però, è rivolta agli impianti mini-idro con potenza fino a dieci megawatt. Eppure l’Italia, secondo i dati dell’Esha, è il primo produttore europeo: otto strutture su dieci si trovano a Nord.

Se sono quasi archiviati i progetti per la costruzione di grandi centrali, gli impianti di dimensioni più ridotte possono contare su abilità artigianali diffuse nel territorio per la fabbricazione di macchine ad hoc destinate a siti specifici. La principale frontiera di espansione sono i salti di acqua (da tre metri), gli acquedotti e i canali di irragazione: si tratta di sorgenti di energia distribuite sul territorio. “A parità di potenza installata e in superfici minori, gli impianti mini-idroelettrici offrono un rendimento maggiore nella produzione di energia con 4500 ore annue di funzionamento in media, superiore all’eolico e al fotoltaico”, osserva Alessandro Bosio, direttore sviluppo idroelettrico della piemontese E++. È un’azienda che costruisce all’interno i sistemi di automazione, quadri e controlli per impianti fino a dieci megawatt. E sta progettando macchine idrauliche a basso costo (con tubine in plastica) per i rifugi alpini, ma non collegate con i network nazionali (stand alone). Secondo gli ultimi dati diffusi da Terna, sono 1270 le strutture in grado di generare fino a un megawatt.

Sul settore, però, pesano le incertezze sui prezzi minimi garantiti per l’acquisto di energia e le lentezze burocratiche. Di recente, una decisione della Corte Costituzionale ha equiparato i regimi incentivanti per il miniidroelettrico alle altre fonti rinnovabili, ma l’Authority per l’energia elettrica e il gas ha riaperto le consultazioni. Aprendo a valle incertezze sui piani economici dei produttori. Pesa anche il problema delle autorizzazioni, competenza delle Regioni o delle Province. “La Lombardia, per esempio, non chiede la Via per impianti costruiti sugli acquedotti o nelle reti di irrigazioni”, ricorda Iulca Collevecchio del settore idroelettrico dell’Aper. In altri casi gli ostacoli allungano i tempi per i lavori di costruzione. Ogni Regione, inoltre, ha una sua disciplina per i canoni: i più costosi sono in Basilicata con 34 euro per Kilowatt/ora.
Ma le risorse idriche abilitano altre filiere industriali. Come la fitodepurazione. In Veneto, Pan ha costruito una piattaforma galleggiante biodegradabile in grado di ospitare la flora locale: le piante assorbono alcune sostanze inquinanti (l’azoto, per esempio), utilizzandole come nutrimento. E diventano isole verdi per la fauna, utilizzabili per scopi civili o industriali. Oppure, una startup milanese, Fem2, ha progettato un test a basso costo per misurare la qualità dell’acqua a casa: una sottile striscia di carta permette di controllarne le caratteristiche chimiche nel chilometro zero, prima del rubinetto. Il “misuratore fai da te” è assemblato da un’organizzazione non profit. E il ricavato delle vendite finanzia la costruzione di case per disabili.

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L'autore

Luca Dello Iacovo

Giornalista freelance, collabora con "Nòva-Il Sole 24 Ore". Segue l'evoluzione del mondo di internet e le frontiere della sostenibilità.


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