Pochissimi gli edifici sostenibili in Italia: lo studio
Legambiente ha analizzato cento complessi in tutta Italia, promuovendone solo undici, tutti di Bolzano
Le case italiane disperdono calore da ogni angolo, tra materiali di costruzione di bassa qualità, abbinamenti scriteriati tra le soluzioni di mercato e utilizzo scriteriato degli apparecchi di condizionamento. È un’analisi impietosa quella che si ricava da uno studio condotto da Legambiente: su 100 edifici analizzati tra appartamenti e uffici (di 15 città), solo undici sono stati promossi. Si trovano tutti a Bolzano, la prima provincia ad attivarsi in Italia sul fronte della sostenibilità edilizia con l’avvio di CasaClima, sistema di certificazione pubblico che ora punta a estendersi anche in altre aree del paese.
Le principali inefficienze
Le inefficienze sono dovute principalmente a ponti termici realizzati mescolando materiali diversi, a pareti senza isolamento e a finestre troppo sottili o montate male. Per evidenziare gli sprechi che questo comporta, i tecnici di Legambiente hanno messo a punto immagini termografiche, realizzate con un apposito macchinario capace di evidenziare le caratteristiche termiche ed energetiche dei materiali nelle pareti esterne dell’edificio.
L’uso eccessivo del riscaldamento tra le principali cause di inquinamento
Il risultato, spiegano gli analisti, è che vivendo in edifici inefficienti dal punto di vista termico, i cittadini tendono a utilizzare i sistemi di condizionamento in maniera eccessiva, con il risultato di contribuire all’inquinamento dell’atmosfera. Un tema, quest’ultimo, tornato al centro del dibattito nelle ultime settimane: da diverse parti si sono levate voci per una stretta ai sistemi di riscaldamento adottati in molte abitazioni, considerati gli scarsi risultati ottenuti dalle misure anti-smog adottate dai Comuni per rispettare i limiti europei e incentrate prevalentemente sulla riduzione del traffico veicolare.
I risparmi di una casa sostenibile
Secondo uno studio della stessa Legambiente, una costruzione realizzata secondo i principi della sostenibilità ambientale, a parità di comfort, consente di ridurre sensibilmente la spesa per il riscaldamento invernale e fare a meno dei condizionatori d’estate, riducendo fino a un terzo la spesa per il riscaldamento e il raffrescamento, permettendo un risparmio tra i 200 e i 500 euro all’anno. Così, se un edificio certificato di classe A ha bisogno di circa 30 kWh/mq anno per il riscaldamento (paragonabile alla capacità di 3 litri di gasolio per riscaldare efficientemente per un anno la superficie di 1 m²), un’abitazione nuova di classe C che ha bisogno di circa 70 kWh/mq anno, mentre un edificio come quelli “bocciati” dalle analisi, mediamente di classe E, ha bisogno di oltre 120 kWh/mq anno. Una differenza che rende economicamente sostenibile il surplus di prezzo per l’acquisto di una casa eco-compatibile, che oggi supera del 5-10% una realizzata secondo tecniche di costruzione tradizionali.
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L'autore
Luigi Dell'Olio
Luigi dell'Olio, giornalista pugliese free-lance, vive a Milano, dove si occupa di temi legati all'economia, alla tecnologia e alle energie rinnovabili.
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