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In nome del popolo inquinato: finalmente gli ecoreati

In nome del popolo inquinato: finalmente gli ecoreati

Dopo il voto in Senato di ieri è finalmente legge la norma sugli ecoreati, attesa da vent’anni

Scritto da il 20 maggio 2015 alle 7:00 | 0 commenti

In nome del popolo inquinato: finalmente gli ecoreati

Il grado di civiltà di un Paese si misura anche dall’avanzamento della sua cultura giuridica. Vent’anni saranno stati anche tanti per arrivare ad approvare una legge sui reati ambientali, ma ciò che conta, è che all’alba del 20 maggio del 2015 l’Italia si è svegliata con una maggiore e definitiva tutela del proprio territorio e della salute dei suoi cittadini.
Disastro ambientale, inquinamento ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo, omessa bonifica: cinque diverse fattispecie di reato che daranno uno strumento efficace e radicale alle forze di polizia e alla magistratura per perseguire chi per oltre mezzo secolo, almeno dal secondo dopo guerra, ha potuto inquinare rischiando poco. Sono stati magistrati della caratura di Gianfranco Amendola, Amedeo Postiglione, Felice Casson e altri dopo di loro che hanno dovuto lavorare per anni ai margini del codice penale per far rientrare i reati ambientali fra i reati più tradizionali.
Fu negli anni germinali del movimento ambientalista italiano che venne coniata l’espressione “in nome del popolo inquinato” che citava dichiaratamente la formula che accompagna le sentenze nell’aule del tribunale “in nome del popolo italiano”.
Una legge votata da un ampissima maggioranza, ben oltre quella di governo, per una norma voluta e difesa anche dalle opposizioni, Sel e Movimento 5 stelle.
Da oggi sarà più difficile per imprenditori disonesti pianificare i propri affari senza tener conto delle conseguenze ambientali delle proprie azioni. Adesso quelle azioni sono reati gravi, in alcuni casi con aggravanti di pena. Adesso la linea netta fra chi vuole costruire un’economia verde per questo Paese e chi si è arricchito depauperandolo dei suoi beni primari – acqua, aria e terra – è marcata in maniera netta e precisa. In nome, appunto, del popolo inquinato.


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L'autore

Marco Gisotti

Direttore scientifico di Green factor, ha creato e dirige dal 2005 il Master in Comunicazione ambientale del Centro studi CTS con il Dipartimento di scienze della comunicazione della Sapienza di Roma e l’ENEA. È autore, con Tessa Gelisio, di “Guida ai green jobs. Come l’ambiente sta cambiando il mondo del lavoro” (Edizioni ambiente).


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