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Scambio sul posto e Ritiro dedicato, si cambia | Tekneco

incentivi alle rinnovabili

Scambio sul posto e Ritiro dedicato, si cambia

L’Autorità per l'energia è intenzionata a ridurre il costo di entrambi i sistemi per gli utenti elettrici italiani, così da assicurare un risparmio sulle bollette di 75-80 milioni di euro annui

Scritto da il 02 dicembre 2013 alle 9:37 | 1 commento

Scambio sul posto e Ritiro dedicato, si cambia

Con la fine del Conto energia, ultimamente si parla molto di Scambio sul posto (Ssp) e di Ritiro dedicato (Rid). Il perché è abbastanza intuibile: di fatto entrambi i meccanismi sono stati in questi anni una sorta fonte di incentivazione indiretta per gli impianti alimentati a fonti rinnovabili. Lo Scambio sul posto, infatti, permette agli impianti fino a 200 kW di potenza (e senza soglia di potenza per impianti del Ministero della Difesa) di immettere in rete l’energia elettrica prodotta in eccesso rispetto ai consumi dell’utenza e di prelevarla in un secondo tempo.

In sostanza lo Ssp consente  di usare la rete come un accumulatore virtuale: si paga regolarmente al fornitore l’energia prelevata dalla rete ma il Gse (Gestore dei Servizi Energetici) ne rimborsa il costo, compreso quello degli oneri generali di sistema e dei costi di rete (trasmissione, distribuzione, dispacciamento). Lo Ssp, riferisce Assoelettrica, interessa 388.000 impianti quasi esclusivamente fotovoltaici.

Il Ritiro dedicato, invece, è una modalità di vendita semplificata dell’energia elettrica con la quale è il Gse a farsi carico di tale energia e a collocarla sul mercato per conto del produttore. Per gli impianti a fonti rinnovabili (eolico, idroelettrico, biomasse, biogas…) sotto 1 MW di potenza vengono inoltre, se richiesti, applicati Prezzi minimi garantiti (PMG); a questa agevolazione accedono in particolare gli impianti fotovoltaici (8,8 TWh ritirati con questa formula nel 2012). I prezzi minimi hanno rappresentato in questi anni un aiuto importante per i produttori da rinnovabili, considerato anche che nel mercato elettrico si verifica sempre più spesso il fenomeno dell’abbassamento del prezzo dell’energia nelle ore di punta.

Il punto è che, come sempre accade, questi due meccanismi sono entrambi garantiti dalle bollette elettriche dei consumatori italiani, attraverso la componente A3. Dunque, considerato l’impatto sugli utenti, l’Autorità per l’energia ha recentemente pubblicato due documenti di consultazione dove esprime la volontà di rimodulare  entrambe le tipologie, così da assicurare un risparmio sulle bollette di 75-80 milioni di euro annui.  Per quanto riguarda lo Scambio sul posto l’idea è di limitare il rimborso degli oneri di sistema solo agli impianti di piccole dimensioni e a quelli medi che non ricevono gli incentivi del Conto Energia.

Più netto, invece, si profila l’intervento sul Prezzo minimo garantito, che nel fotovoltaico nel 2013 per produzioni annue tra i 25 MWh e 2 GWh è ammontato 80,6 €/MWh. Tale valore, con l’intervento auspicato dall’Autorità, potrebbe essere più che dimezzato (37,8 €/MWh). Anche se queste proposte sono suscettibili di modifiche, è evidente che molto è destinato a cambiare per i proprietari degli impianti, ed è probabile che in futuro i tempi di ritorno dagli investimenti possano subire uno slittamento.


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L'autore

Gianluigi Torchiani

Giornalista classe 1981, cagliaritano doc ormai trapiantato a Milano dal 2006. Da diversi anni si interessa del mondo dell’energia e dell'ambiente, con un particolare focus sulle fonti rinnovabili


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