***ATTENZIONE***
VERSIONE OLD DI TEKNECO AGGIORNATA SINO A GENNAIO 2017
Clicca qui per visualizzare il nuovo sito
Fotovoltaico: stretta normativa e impatto negativo | Tekneco

intervista

Fotovoltaico: stretta normativa e impatto negativo

Stretta normativa sul fotovoltaico nei terreni agricoli: investimenti in fumo e calo della fiducia dagli operatori

Scritto da il 14 febbraio 2012 alle 8:40 | 3 Commenti

Fotovoltaico: stretta normativa e impatto negativo

La stretta normativa riguardante gli impianti fotovoltaici collocati sui terreni agricoli provocherà gravi danni al mercato. E’ la convinzione di Eugenio Tranchino, partner dello studio legale Watson, Farly & Williams, uno dei massimi esperti del settore.

D: Che impatto avrà sul mercato la nuova normativa, soprattutto per chi aveva già programmato gli investimenti?
R: I soggetti che avevano intrapreso investimenti diretti alla costruzione di impianti fotovoltaici in aree agricole che sarebbero dovuti entrare in esercizio e beneficiare delle esenzioni previste dal cosiddetto Decreto Romani si vedranno negati gli incentivi del Quarto Conto Energia a partire dal 24 gennaio 2012, data di pubblicazione del decreto legge. In sostanza, saranno fatti salvi esclusivamente gli impianti che hanno ottenuto il titolo abilitativo entro il 24 gennaio 2012 o per i quali è stata presentata richiesta per il conseguimento del titolo entro la stessa data, a condizione che l’impianto entri in esercizio entro un anno dall’entrata in vigore del decreto. Oltre ad i requisiti di cui sopra, gli impianti dovranno tuttavia rispettare le condizioni previste ai commi 4 e 5 dell’articolo10 del Dlgs 28/2011 (ovvero il limite 10/90) che riportiamo per maggiore facilita’ di comprensione del testo normativo:
“..per gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole, l’accesso agli incentivi statali è consentito a condizione che, (…):
a) la potenza nominale di ciascun impianto non sia superiore a 1 MW e, nel caso di terreni appartenenti al medesimo proprietario, gli impianti siano collocati ad una distanza non inferiore a 2 chilometri;
b) non sia destinato all’installazione degli impianti più del 10 per cento della superficie del terreno agricolo nella disponibilità del proponente.

D: Si prevedono ricorsi?
R: Molte società e investitori esteri stanno analizzandotutte le possibili azioni contro la norma in esame che di fatto impedisce la piena realizzazione dei piani di investimento programmati nel rispetto del certezza del diritto. Non e’ possibile, ad oggi, prevedere se tale reazione si concretizzera’ in questioni di leggitimità costituzionale– da sollevarsi peraltro nei possibili giudizi di diniego della tariffa attesa – o in una massiccia attivita’ di lobby politica per illustrare al Governo la reale ricaduta sugli investimenti in corso al fine di provare ad introdurre modifiche nella legge di conversione, resta comunque certo che ci sara’ una ferma opposizione contro la norma approvata.

D:Ci sono spazi per un passo indietro?
R:  La legge di conversione potrebbe introdurre modifiche e correzioni al fine di fare un passo indietro. Anche se e’ ovviamente l’ipotesi auspicata dagli operatori non si puo’ non rilevare che un danno di immagine al sistema Italia, in termini di credibilita’ internazionale, si e’ gia’ determinato e sara’ difficile riconquistare la fiducia degli operatori, anche quelli, peraltro, non oggetto diretto del provvedimento.

D: Non c’è il rischio di allontanare gli investitori soprattutto esteri con questi continui cambi di normativa?
R:  Gli investitori, sia nazionali che esteri, sono disorientati rispetto ai repentini cambi normativi proposti dallo Stato Italiano. L’aspetto piu’ sconcertante è che norme come quella in esame non sono frutto di concertazione con le associazioni di categorie quanto piuttosto il risultato di compromessi di natura politica nei confronti di settori industrialiche hanno maggiormente mostrato la capacità di assorbire i colpi inferti dai Governi in carica. Si dovrebbe prendere spunto da Paesi che si sono trovati dinanzi alle scelte in esame prima del nostro e che piu’ di altri si sono distinti per trasparenza, linearità e condivisione dell’azione di Governo come la Germania, che hanno approvato i tagli agli incentivi solo dopo un lungo processo di concertazione con le parti interessate.


Commenti

Ci sono 3 commenti.

  • Bruno B.
    scrive il 17 febbraio 2012 alle ore 11:39

    Meno male che finalente si pensa alla tutela del territorio ed a limitare questo inutile spreco di denaro pubblico.

  • lucio
    scrive il 17 febbraio 2012 alle ore 12:37

    bruno b tu sei un....... ma proprio non capisci niente questo doveva essere fatto ma dando tempo agli operatori ormai di portare a termine tutte le iniziative lanciate!! Questa è un ingiustizia e basta ce poco da dire il discorso del suolo publico poi se ne puo parlare.....poi da criminali assolutisti perche fanno senza dare conto agli operatori del settore!! Ora hai capito!!! spero che mi rispondessi con un si....

  • ombretta
    scrive il 20 febbraio 2012 alle ore 19:07

    la tutela del territorio è molto importante:nel nostro paese vi sono paesaggi agrari bellissimi che spesso vengono devastati da distese di pannelli solari e pale eoliche. La bellezza del ns.paesaggio va tutelata, una volta distrutta non c'è più, oltretutto è una perla del ns.turismo oltre alle opere d'arte,la cucina e la moda e,guarda caso in comune hanno tutte la "bellezza".

Rispondi

Nome (richiesto)

Email (richiesta, non verrà pubblicata)

Sito web (opzionale)


Condividi


Tag


L'autore

Luigi Dell'Olio

Luigi dell'Olio, giornalista pugliese free-lance, vive a Milano, dove si occupa di temi legati all'economia, alla tecnologia e alle energie rinnovabili.


Il solare termico, corso online
Focus, la rivoluzione della domotica
Klimahouse 2017
RUBNER
AQUAFARM
BANCA ETICA
SIFET
BUILDING INNOVATION

ANICA
tekneco è anche una rivista
la tua azienda su google maps

Più letti della settimana



Continua a seguire Tekneco anche su Facebook:

Altri articoli in Energia Alternativa
shale-gas
Lo shale gas per l’approvigionamento energetico

Gli Stati Uniti, ma anche la Cina e l’Europa, pronte a cogliere le opportunità date da questo gas naturale, contenuto nelle rocce scistose

Eolico
L’energia dal vento resiste alla crisi

I dati pubblicati da Anev e Aper indicano una tenuta del settore nonostante la congiuntura economica. Gli operatori chiedono di evitare nuovi cambi di rotta normativi

Close