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Comitato IFI sul dumping cinese | Tekneco

Fotovoltaico

Comitato IFI sul dumping cinese

Cremonesi, Presidente del Comitato, risponde all’appello di AFASE al ministro Clini in merito al dumping cinese e ai comportamenti illeciti

Scritto da il 29 novembre 2012 alle 13:00 | 1 commento

Comitato IFI sul dumping cinese

Alessandro Cremonesi, Presidente di Comitato IFI – Industrie Fotovoltaiche Italiane, risponde all’appello formulato da AFASE (Alliance for Affordable Solar Energy) al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera durante la visita istituzionale in Cina, auspicando la mediazione della disputa antidumping tra produttori solari cinesi e europei.

“Desideriamo prendere con ferma decisione una posizione in merito a tali dichiarazioni e chiarire agli estensori dell’appello e a tutta l’opinione pubblica il significato di un’eventuale imposizione di dazi compensativi da parte della Commissione Europea sulla componentistica fotovoltaica prodotta e importata dalla Cina” – dichiara Alessandro Cremonesi, Presidente di Comitato IFI.

“L’attività che sta svolgendo la Commissione UE è un’indagine investigativa volta a determinare se e in quale misura possano essere state attuate delle pratiche illecite di dumping o di ricezione di sovvenzioni illegali da parte delle società produttrici e importatrici di moduli fotovoltaici Cinesi – prosegue Cremonesi – Qualora la Commissione dovesse rilevare l’esistenza di queste pratiche illegittime, potrebbe ricorrere all’imposizione di dazi compensativi sui prodotti di importazione dalla Cina. Il termine compensativo è fondamentale per far comprendere ai più che non si tratta di dazi all’importazione per elevare barriere protezionistiche del mercato o minare il libero mercato ma che si tratta di misure necessarie per riequilibrare quel gap competitivo tra gli operatori nazionali ed europei e quelli cinesi, generato da un atteggiamento illecito e/o illegittimo”.

Prosegue il Presidente di Comitato IFI – “Il portavoce dell’Associazione AFASE Paolo Rocco Viscontini, consigliere di un’Associazione di settore che rappresenta una parte delle imprese nazionali del fotovoltaico, nonché amministratore di un’Azienda distributrice – tra le maggiori importatrici nazionali di moduli cinesi, dovrebbe conoscere bene quale situazione si è delineata nel mercato italiano attraverso l’uso di pratiche di dumping attuate da aziende cinesi. Oltre il 70% delle installazioni realizzate sul territorio nazionale sono state chiuse a favore di quelle cinesi, danneggiando gravemente la competitività dell’industria nazionale, che si è trovata in un mercato viziato dall’effetto dumping e costretta quindi a produrre per due anni al di sotto della metà della propria capacità produttiva”.

“Nel caso in cui la Commissione dovesse confermare l’esistenza di pratiche illegittime da parte dei produttori/importatori cinesi – continua Alessandro Cremonesi – è falso e demagogico affermare che oggi siano a rischio oltre 30.000 posti di lavoro in Europa. Ed è altresì inaccettabile farsi scudo dei lavoratori per tutelare interessi di business personalistici. Per trasparenza e onestà di informazione, lo stesso portavoce che afferma questo dovrebbe aggiungere che almeno 30 produttori europei e italiani di celle e moduli fotovoltaici nell’ultimo anno sono stati costretti a chiudere i loro stabilimenti con perdite di migliaia di posti di lavoro a causa di tale illegittimo comportamento, facendo di fatto scomparire l’industria del fotovoltaico dall’Europa.”

“Concludo appellandomi al Ministro Passera e chiedendo, nel caso in cui siano confermate le pratiche scorrette del mercato, che non ci sia nessuna mediazione per i responsabili di tali comportamenti illeciti. Riteniamo giusto che chi ha operato nel mercato barando, si assuma la piena responsabilità delle sue azioni e degli effetti che queste genereranno.”

 

Fonte: Ufficio Stampa Comitato IFI


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