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Scuola, un ecosistema insicuro

Dal rapporto di Legambiente Ecosistema Scuola emerge un quadro fatto di scuole vecchie, da risistemare e costruite in zone a rischio

Scritto da il 14 novembre 2014 alle 12:30 | 0 commenti

Scuola, un ecosistema insicuro

Quando si parla di scuola sicura si parla in Italia di un’utopia. Un edificio su tre ha bisogno di manutenzione urgente (per la precisione il 32,5%), uno su dieci si trova in aree a rischio idrogeologico (9,8%), quattro su dieci in aree a rischio sismico (41,2%) e l’8,4% a rischio vulcanico.
Sono alcuni dei principali dati emersi dall’ultimo rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, pubblicato in questi giorni e da ieri online sul sito web dell’associazione ambientalista che ha realizzato la quindicesima edizione di una ricerca che fa luce sulle… ombre della scuola italiana. Ombre lunghe, che abbiamo avuto modo di segnalare più volte su Tekneco.
Ma torniamo al rapporto: intanto è da evidenziare il fatto che la maggior parte del patrimonio edilizio scolastico (che consta di 6.648 edifici) è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica del 1974. Altro dato significativo: allo striminzito 3,3% di edifici realizzati tra il 2001 e 2013 si pone, all’opposto, il 5,2% antecedente il 1900…
Il commento di Legambiente sulla situazione generale è secco: lo scenario nazionale è costituito da «Scuole vetuste e ancora carenti di alcune certificazioni essenziali, come quella di prevenzione incendi che quest’anno, con un campione di edifici scolastici più alto rispetto agli anni precedenti, scende al 30,9%, cinque punti sotto il dato dello scorso anno. Ancora più significativo è lo scarto rispetto al certificato di agibilità, – 8% circa rispetto al 2012, o alla certificazione igienico-sanitaria che segna un – 15,7% sui valori precedenti. Gli edifici con impianti elettrici a norma, 83,9%».
In questo scenario certo edifici realizzati con criteri di bioedilizia sono una nicchia ma soprattutto restano anch’essi delle eccezioni e non certo la regola le strutture edificate con pieno rispetto ai criteri antisismici: infatti, per la prima categoria rientrano solo lo 0,6% del totale e per la seconda categoria il 7,8%.
La verifica di vulnerabilità sismica stenta a decollare, anzi, anche in questo caso ne riscontriamo una contrazione rispetto all’anno precedente. Sono solo il 22,2% gli edifici dove è stata effettuata, contro il 27,3% del 2012. Ancora più significativo è il calo se prendiamo in considerazione gli edifici dei soli Comuni considerati a rischio sismico (zona 1 e 2), in questo caso il dato scende addirittura al 14,3%, ben sette punti in meno.
La situazione non è certo piacevole e la crisi economica e la minore disponibilità dei Comuni ad investire, anche a causa dei vincoli posti dal patto di stabilità, ha portato inoltre ad un calo delle scuole che hanno servizi scuolabus (22,5%) e pedibus (5,2%), segnala sempre l’associazione, che offre anche qualche barlume di positività: il primo è quello relativo alle pratiche sostenibili come la raccolta differenziata, che registra il trend positivo del 2012. Ma, tra le notizie positive è da leggere anche la sempre maggiore attenzione al rispetto dei requisiti di accessibilità con l’84% degli edifici oramai a norma, anche se sono calati gli interventi previsti per l’eliminazione delle barriere architettoniche dove ancora presenti, 8,7% contro il 16,4% del 2012.


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L'autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.


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