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Il palazzo della PA consuma poco | Tekneco

Il palazzo della PA consuma poco

L’edificio della Provincia di Bolzano ottiene un primato: la certificazione energetica Casa Passiva e Clima Oro. Abbattuti i consumi dopo la ristrutturazione intelligente

Scritto da il 31 maggio 2010 alle 11:24 | 0 commenti

Il palazzo della PA consuma poco

Meno di un litro di gasolio per metro quadro all’anno. È quanto “consuma” l’edificio della Provincia Autonoma di Bolzano, chiamato Expost. Si tratta del primo palazzo amministrativo in Italia ad aver ricevuto la certificazione energetica Casa Passiva e Casa Clima Oro. La sua particolarità sta soprattutto nel fatto di non essere un edificio di nuova costruzione, ma di essere frutto della ristrutturazione del precedente ufficio postale della città, datato 1954. A ideare e realizzare questa impresa è stato Michael Tribus, architetto dell’Alto Adige. Grazie a quest’opera Tribus si è aggiudicato il “Premio Architettura città di Oderzo”. Nonostante sia passato qualche anno dalla sua inaugurazione l’Expost è ancora un caso unico in Italia. Non ci sono infatti altri edifici amministrativi ristrutturati in grado di vantare un consumo così basso: circa meno di 10 Kwh per metro quadro all’anno, normalmente.

Ma come è stato raggiunto questo risultato? In primo luogo riducendo drasticamente le perdite energetiche attraverso una coibentazione molto spessa e un impianto di areazione con recupero di calore, ma anche grazie ai guadagni solari ottenuti sia per radiazione diretta attraverso le finestre sia con un imponente impianto di pannelli fotovoltaici: 162 moduli per un totale di 212 metri quadrati e un potenza erogata pari a 26,73 kWp (kilowatts peaks unit). Bisogna dire che già di suo l’edificio presentava alcune caratteristiche “ideali” poiché era molto compatto e aveva una giusta parte di aree trasparenti, cioè le 143 finestre occupano circa il 16 per cento della superficie dell’involucro.

Il palazzo della Provincia di Bolzano prima e dopo la ristrutturazione che l’ha reso ecologico

Queste ultime sono una delle particolarità vincenti della costruzione. Per esempio, se a prima vista il gioco degli sguinci sulla facciata può sembrare una soluzione puramente estetica, in realtà ha un ruolo fondamentale nella gestione della luce nei singoli piani. Infatti, attraverso l’apertura degli sguinci verticali verso l’alto si permette ai piani inferiori di ricevere più luce naturale, mentre in quelli superiori questi sguinci sono profondi e regalano maggiore ombra. Inoltre grazie all’uso di frangisole all’esterno delle finestre si garantisce la protezione da un surriscaldamento estivo. A completare la struttura  un “tetto verde”, tema chiave della bio-architettura. La cima dell’edificio è infatti parzialmente ricoperta di terra su cui viene fatta crescere vegetazione. I vantaggi sono un miglioramento dell’isolamento acustico e termico: riduce l’escursione termica giornaliero e stagionale e impedisce l’eventuale surriscaldamento. Questo comporta un ulteriore risparmio energetico per il condizionamento dell’edificio.

Vegetazione sul tetto per migliorare l'isolamento

A che prezzo tutto ciò? Alto forse, ma conveniente sul lungo periodo. Per raggiungere lo standard Casa Passiva la spesa è stata di 190 mila euro (rispetto a una ristrutturazione classica). Incide appena del 4 per cento sul costo totale dei lavori (4.822.000 di euro). Tuttavia, tramite l´enorme risparmio di energia si riducono di circa il 90 per cento i costi di esercizio e per la climatizzazione. Secondo i calcoli di Tribus nel 2012 i costi di ristrutturazione saranno completamente ammortizzati. Basti pensare che, prima, l’edificio aveva un consumo di 22 litri di gasolio per metro quadro con una spesa annuale di 90mila euro (costo del gasolio 1€/litro). Adesso per la “casa da 1 litro” la spesa è crollata ad appena quattromila euro annui.


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