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Il disastro annunciato di Genova

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Wwf: sotto accusa fiumi tombati, costruzioni negli alvei e il taglio nella finanziaria di 500 milioni per il dissesto

Scritto da il 05 novembre 2011 alle 14:55 | 1 commento

Il disastro annunciato di Genova

“A Vernazza, Monterosso e in molti altri comuni della Lunigiana non si è ancora finito di spalare che già oggi dobbiamo piangere nuove vittime a Genova. Non solo il territorio è stato distrutto, ma non si riesce nemmeno a mettere in sicurezza le persone”. Così il WWF Italia commenta il disastro ambientale.

“Queste tragedie sono e saranno sempre più frequenti – spiega Andrea Agapito, Responsabile Acque del WWF Italia – A Genova, i corsi d’acqua sono stati cementificati, canalizzati e “tombati”, cioè coperti. Tra i punti più critici c’è il Ferreggiano che è stato deviato artificialmente nel torrente Sturla e i piloni della facoltà universitaria di Farmacia si trovano nel bel mezzo dell’alveo. I fiumi, in particolare quelli liguri, non sono più gli stessi da parecchi decenni, perché si è costruito a ridosso e dentro gli alvei. Alla foce del Magra, Bocca di Magra e Fiumaretta hanno occupato l’occupabile. Ad Aulla nel 1959 veniva costruito un argine a ridosso del fiume, tranquillizzando falsamente e facendo dimenticare che si stava costruendo dentro il Magra. In alcuni tratti del Vara, l’altro fiume impazzito, nel 1857 l’alveo attivo era largo 820 metri, nel 1954 era di 370 e oggi è circa 140 metri”.

È vero, prosegue la nota dell’associazione, che in Liguria e Toscana il 25 ottobre è piovuto molto così come a Genova, ma si tratta di una tendenza in atto da almeno vent’anni, come testimonia un’indagine conoscitiva del Senato nel 2005. In tutta risposta, conclude il WWF, nella finanziaria 2012 non c’è alcuna traccia dei 500 milioni per la prevenzione del dissesto idrogeologico promessi dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti. I soldi sarebbero dovuti arrivare con i proventi della vendita all’asta delle frequenze della banda larga e da una quota dei Fondi FAS. Oltre a questo nel Ddl sulla Legge di Stabilità 2012 si tagliano 124 milioni di euro (da 210 a 75,833 milioni) destinati al ministero dell’Ambiente per interventi in difesa del suolo previsti per il 2012 dalla Legge Finanziaria 2011, legge n. 220/2010.

Questi tagli avvengono in una situazione di emergenza per l’assetto idrogeologico del Paese, mentre i costi per prevenire le emergenze sono molto più contenuti di quelli che servono a riparare i danni, non tenendo conto della perdita di vite umane. Secondo i dati dell’Ispra, hanno interessato il nostro Paese negli ultimi 80 anni 5.400 alluvioni e 11mila frane, con 70mila persone coinvolte e oltre 15 miliardi di euro di danni, solo negli ultimi 20 anni. Pertanto, il WWF chiede che nella Legge di Stabilità 2012 vengano confermati 210 milioni di euro per la difesa del suolo. Invoca anche il ripristino delle agevolazioni del 55% e 36% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e per le ristrutturazioni, e chiede che anche per il ministero dell’Ambiente, come per il ministero dei Beni e delle Attività Culturali, vengano mantenuti per il 2012 e il 2013 almeno i livelli fissati dalla finanziaria 2011. Attualmente infatti le casse del ministero dell’Ambiente sono interessate da una riduzione di 124,118 milioni di euro nel 2012, di 45,21 milioni di euro nel 2013 e di 58,80 milioni nel 2014 per un taglio complessivo nel triennio di 228,128 milioni.

 

 


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