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Biomasse, sviluppo con il freno a mano tirato | Tekneco

Biomasse, sviluppo con il freno a mano tirato

Lo rivela uno studio elaborato dell'Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano

Scritto da il 29 giugno 2011 alle 8:50 | 4 Commenti

Biomasse, sviluppo con il freno a mano tirato

E’ un quadro ricco di incertezze quello che caratterizza il mercato delle biomasse in Italia secondo il Biomass Energy Report presentato ieri a Milano. Un rapporto curato dall’Energy&Strategy Group del Politecnico meneghino, coordinato da Vittorio Chiesa.

I numeri

Nel corso del 2010, le biomasse forestali hanno contribuito alla produzione di energia primaria in Italia per 5,6 Mtep (equivalenti a 65,1 TWh di produzione termica e a 25,4 TWh di produzione elettrica), vale a dire il 2,9% del fabbisogno totale della Penisola. La potenza complessiva installata ha raggiunto quota 8.140 MWt, per un giro d’affari sviluppato dal settore di 2,1 miliardi di euro, in crescita del 15% rispetto al 2009.

Gli incentivi

La produzione di energia elettrica da biomassa agroforestale nel corso del 2010 è stata incentavata attraverso due meccanismi: per gli impianti fino a 1 MWe con la cosiddetta tariffa onnicomprensiva, per gli impianti più grandi con il meccanismo dei certificati verdi. Entrambe le soluzioni sono state modificate all’inizio del 2011 con l’approvazione del cosiddetto Decreto Rinnovabili che prevede la tariffa onnicomprensiva per gli impianti fino a 5 MW elettrici, mentre per gli altri introduce dal 2015 il sistema delle aste al ribasso gestite dal Gse. “Al momento mancano ancora i decreti attuativi, ma per le caratteristiche del mercato italiano assisteremo a un dominio delle aste al ribasso, il meccanismo più complesso e farraginoso nella sua applicazione”, ha spiegato Chiesa.

Podio europeo nel biogas

L’Italia è terza in Europa nel campo del biogas con 500 impianti attivi a inizio 2011, per una potenza complessiva superiore ai 550 MWe e una produzione annua complessiva di 2.891 TWh. La graduatoria è guidata dalla Germania (12 TWh), seguita dalla Gran Bretagna (7 TWh). Tornano all’Italia, nel 2010 la potenza complessiva è cresciuta del 20% rispetto all’anno precedente, mentre il numero degli impianti ha segnato un progresso del 13%. Il settore ha sviluppato un giro d’affari intorno ai 900 milioni di euro, in crescita del 60% sul dato del 2009.

Indietro nei biocarburanti

L’Italia non brilla, invece, nel comparto dei biocarburanti. Nel biodiesel (che copre il 95% del settore), la capacità produttiva è rimasta ferma tra il 2009 e il 2010, intorno ai 2 milioni di tonnellate, a dimostrazione di un mercato ormai maturo. Stesso discorso per la produzione, che si è attestata a 700mila tonnellate, con un livello medio di saturazione degli impianti intorno al 28%, ben al di sotto del 41% che costituisce la media europea.


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Pierluigi Fanghella

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