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A Rivoli Veronese l’eolico diventa del territorio | Tekneco

Fonti pulite

A Rivoli Veronese l’eolico diventa del territorio

Le famiglie del territorio potranno investire nell’Impianto da 12 MW, attraverso la formula del bond

Scritto da il 16 maggio 2014 alle 10:00 | 0 commenti

A Rivoli Veronese l’eolico diventa del territorio

L’eolico, a parte la sua versione mini, è sempre stato visto come un business per grandi aziende: in effetti solo con ingenti capitali privati è possibile dare vita ai grandi parchi dell’energia del vento. Benefici per la popolazione locale, a parte la produzione di energia verde, effettivamente non ci sono, anzi, come noto questa fonte è criticatissima per il suo impatto paesaggistico.  Spesso poi gli investimenti sono calati dall’alto, con poca o scarsa partecipazione del territorio.Questo spiega perché l’eolico sia una vittima ricorrente della sindrome Nimby.

Un esperimento alternativo è stato avviato a Rivoli Veronese, paese a cavallo tra le Colline Moreniche e il Lago di Garda. L’impianto eolico ‘Monte Mesa’ di Rivoli (Verona), dotato di 4 aerogeneratori per una potenza di 8 MW, ha prodotto nel suo primo anno di attività una produzione di 15mln di kWh. L’impianto, realizzato sul Monte Mesa in un area Sic tutelata per l’habitat di prati aridi e orchidee, si è aggiudicato  il  premio Buona Pratica di Comuni Rinnovabili 2014 di Legambiente.  Il riconoscimento è stato assegnato per il processo di confronto con il territorio sulle scelte di localizzazione degli aerogeneratori, di conservazione dei prati aridi e delle orchidee in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e di fruizione dell’area, che sarà collegata al sistema delle piste ciclabili della Val d’Adige.

Ma la vera peculiarità di questo parco sta nel fatto che Agsm, multiutility veronese, ha deciso di condividere i vantaggi dell’impianto eolico di sua proprietà attraverso una innovativa proposta di investimento riservata alle 700 famiglie del territorio. La formula dell’investimento, in partenza nei prossimi giorni, è quella del ‘bond’, che garantirà un tasso di interesse del 6,5%, valore ben superiore alla media nazionale dei fondi se si considera il rating più che positivo della multiutility. Gli importi riservati alle famiglie (e solo in seconda istanza alle imprese) vanno da 1.000 a 30.000 euro per 7 anni, con possibilità per l’investitore, in caso di necessità, di uscita anticipata. “Un progetto pilota che, se a buon fine, indurrà Agms a considerare addirittura l’ipotesi ‘Public Company’ nella quale i cittadini stessi diventerebbero azionisti del parco”, ha detto il presidente di Agsm, Paolo Paternoster.

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L'autore

Gianluigi Torchiani

Giornalista classe 1981, cagliaritano doc ormai trapiantato a Milano dal 2006. Da diversi anni si interessa del mondo dell’energia e dell'ambiente, con un particolare focus sulle fonti rinnovabili


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