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Più autonomia per chi vive in carrozzina con BTicino

Due appartamenti domotici permettono, ai degenti dell’Unità Spinale dell’Ospedale Niguarda che hanno subito una lesione midollare, di abituarsi a riprendere una vita il più possibile autonoma attraverso gli ausili offerti dalle soluzioni tecnologiche oggi più avanzate

Pubblicato da Tekneco Aziende il 17 marzo 2015 alle 10:00

Un incidente automobilistico, un trauma o un evento lesivo di diversa natura possono causare una lesione midollare con conseguenze irreversibili, che portano una persona a perdere la propria autonomia e, in maniera più o meno completa, l’uso degli arti. Uno stato che, come intuibile, ha conseguenze devastanti in termini di qualità della vita. Questo anche e soprattutto in considerazione del fatto che l’80% delle persone che riportano una disabilità a causa di una lesione midollare ha un’età compresa tra dieci e quarant’anni, quindi con un’aspettativa di vita ancora lunga.

Il mondo visto da una carrozzina

La degenza, presso Unità Operative complesse quali sono le Unità Spinali Unipolari, per i postumi di queste lesioni è normalmente assai lunga. Un percorso riabilitativo al termine del quale le persone con paraplegia e tetraplegia devono riappropriarsi della propria vita, affrontandola da una prospettiva completamente nuova a partire dall’uso degli arti. Negli ultimi decenni, una serie di leggi ha contribuito ad abbattere le barriere architettoniche. Permangono però enormi difficoltà per chi deve adattarsi a un nuovo modo di muoversi, anche in casa propria. Proprio il passaggio dalla struttura ospedaliera alla vita quotidiana rappresenta una fase delicata per il pazienze, stimolato a compiere le azioni quotidiane con la massima autonomia, affinché il rientro a casa avvenga nel modo meno traumatico possibile. Un passaggio nel quale i pazienti dell’Unità Spinale dell’Azienda Ospedaliera Niguarda di Milano sono accompagnati dall’equipe multiprofessionale unitamente all’Associazione Aus Niguarda, una Onlus che promuove attività socio integrative per supportare le persone con lesione midollare http://www.ausniguarda.it/. Proprio l’Associazione, nei mesi scorsi, si è fatta carico della revisione domotica dei due appartamenti nei quali i degenti possono imparare a recuperare progressivamente la propria autonomia. I due appartamenti sono entrati in funzione da alcuni anni e hanno permesso di verificare le soluzioni di accessibilità domestica e tecnologica, oltre alle necessità delle persone con disabilità più o meno gravi. Sulla scorta della positiva risposta positiva dei pazienti ospitati negli appartamenti, Aus Niguarda insieme ad alcuni terapisti occupazionali dell’Unità Spinale ha ritenuto importante introdurre nuove soluzioni tecnologiche, aggiornate alla domotica attuale.

Un incontro fortunato

Per chi opera in Aus Niguarda, però, l’attività a fianco delle persone con lesione midollare non è solo un “lavoro”. Così, come spiega il Presidente Giovanna Oliva, da tempo la Onlus cercava partner con cui dar vita al sogno di realizzare appartamenti davvero a misura dei pazienti dell’Unità Spinale. La risposta è stata fornita dal fortunato incontro e dalla sensibilità di un installatore specializzato come Gerardo Antonangeli di B.Tech e di un progettista come Massimo Monopoli dello Studio Simax, con un fornitore di componentistica all’avanguardia come BTicino. Il tutto con il supporto economico della Fondazione Banca del Monte Lombardia, che nel 2007 ha sovvenzionato parte dell’intervento per la realizzazione degli appartamenti pre-dimissioni AUSing. “Il nostro primo incontro con le problematiche delle persone con lesione midollare– spiega Antonangeli – risale al 2013, quando fummo contattati per le problematiche specifiche di un paziente. Ragionando sulle diverse opzioni, scoprimmo che, anziché sviluppare soluzioni dedicate , il catalogo BTicino ci offriva già tecnologie standard in grado di risolvere, a prezzo accessibile, problemi che per un paraplegico sono enormi: come accendere la luce o aprire la porta ad un parente in visita”. Da qui la nascita di un sodalizio che, insieme al progettista Monopoli, ha creato un rapporto sempre più intenso fra i tecnici della domotica e i terapisti occupazionali dell’Unità Spinale. Sono state proprio queste figure professionali molto specializzate, che si occupano di individuare gli ausili idonei a ogni singola disabilità e a formare persone, pazienti e congiunti al loro corretto impiego, a spiegarci le esigenze di una persona. Soggetti che, oltre all’uso degli arti inferiori, possono aver perso anche quello degli arti superiori. In particolare le persone con grave tetraplegia o con ridotte possibilità motorie si avvalgono della tecnologia e della domotica per il controllo ambientale, per la comunicazione e per le relazioni sociali. Una simile realizzazione, come spiega l’installatore, è però delicata: “Per una corretta progettazione era indispensabile l’apporto degli esperti, perché a noi era difficile comprendere quanto potesse essere complicato, ad esempio, premere l’interruttore nell’angolo di un appartamento, dove la sedia a rotelle non può arrivare, e dove la mano spesso non riesce ad avvicinarsi”. Diverse altre figure professionali, ognuna con il proprio bagaglio di esperienze, spesso come volontari, si sono confrontate a lungo sulle singole esigenze/opportunità, per dare vita a un progetto di abitazione realmente fruibile, ma al tempo stesso affidabile e realizzabile a costi accessibili. Esigenze alle quali BTicino ha risposto con una linea di prodotti completa ma che, al tempo stesso, viene proposta ad un costo di mercato. Un’offerta di prodotti di serie che può essere utilizzata per l’Assistenza all’autonomia. L’esperienza maturata dai tecnici dell’azienda, leader nella domotica, ha infatti permesso di individuare le tecnologie per realizzare un’offerta ottimale. Il tutto con un design che, in linea con lo stile italiano dell’azienda, unisce funzionalità ed estetica.

La complessità non esiste

Varcando la soglia di questi appartamenti realizzati da Aus Niguarda, si ha l’impressione di entrare in una comune abitazione, se non fosse per alcuni particolari che, senza gravare sull’estetica, sono stati studiati per chi deve muoversi con il supporto di ausili. Ovviamente la prima differenza è nella porta, che non si apre a spinta, ma è stata motorizzata per poter essere aperta anche da remoto. Il piano della cucina è ribassato, il bagno è equipaggiato da servizi igienici e doccia dedicati, letti e materassi sono progettati anche per le lunghe degenze. L’impiantistica elettrica, invece, appare del tutto normale, la linea civile è l’ormai classica Matix BTicino, con comandi in versione due moduli, come in una comune abitazione. Un tablet appoggiato su tavolo in soggiorno, però, ci fa capire quanto l’appartamento sia davvero speciale. L’interfaccia grafica riporta una pianta dei locali e una serie di icone intuitive ne illustrano le funzionalità. Quasi immediato provare ad accendere e spegnere le luci, ma anche sintonizzare la radio, alzare le tapparelle, regolare il flusso dell’aria condizionata e azionare la videocamera posta nell’ingresso. Tutte azioni che chiunque di noi compie quotidianamente, ma che qui sono gestite proprio attraverso il tablet e, quindi, non impongono spostamenti o l’impiego di più telecomandi. Il “segreto” del controllo risiede nel sistema di automazione domestica MyHome di BTicino che, basato su un bus digitale aperto a più protocolli, è interfacciabile con le soluzioni di terze parti. Il sistema può sfruttare le comunicazioni radio, attraverso il protocollo ZigBeee, consentendo di controllare anche apparecchiature non cablate. Il bus dei sistemi di automazione, diffusione sonora, Tvcc e gli altri servizi fanno capo ad un web server BTicino e possono così comunicare tra loro. Il tutto attraverso una topologia disegnata per supportare ulteriori espansioni e funzionalità. L’attivazione del sistema tramite tablet avviene invece attraverso la normale rete W-Fi di ogni appartamento.

Il valore dell’integrazione

Ma perché tanta attenzione all’integrazione tra mondi apparentemente lontani tra loro? A rispondere è Silvia Ferrario di AUS Niguarda Onlus: “Le tecnologie stand alone hanno dimostrato tutti i propri limiti, perché una persona deve prendere dimestichezza con sistemi di controllo diversi e con comandi, da tenere tutti a portata di mano, spesso non idonei a specifiche disabilità, condizioni che rendono difficili anche i piccoli gesti quotidiani”. “In questo caso, al contrario – spiega Antonangeli – interfacciandoci con il Web server, abbiamo concentrato tutti i comandi sullo schermo di un tablet. Ciò significa che, attraverso icone intuitive e una grafica accattivante sviluppata ad hoc, un disabile possiede il totale controllo della propria abitazione, ovunque si trovi. Un fatto non trascurabile per chi, sentendo suonare alla porta di casa, fatica a raggiungere l’interruttore di apertura, ma anche a verificare l’identità del proprio ospite. Attraverso il sistema di videosorveglianza, le singole telecamere dell’impianto di Tvcc possono invece essere attivate e visualizzate sul tablet. Inoltre, a fronte all’apertura della porta d’ingresso, il sistema registra in automatico l’identità della persona, consentendo di tracciare gli accessi anche a posteriori, soprattutto in caso di eventi criminosi o di violazioni. Per una persona con disabilità del resto, la sicurezza rappresenta una priorità di difficile gestione. È, infatti, immediato comprendere come, a fronte del rumore di una finestra che batte, chi è costretto a letto faccia fatica a verificare se si tratta di un intruso o, più semplicemente, una raffica di vento. Avere l’impianto attestato su un Web server, inoltre, permette di sfruttare le opportunità offerte da Internet, partendo dalla visualizzazione da remoto, soprattutto quando si è in presenza di pazienti molto giovani o molto anziani. Nel caso poi di persone con gravi problemi, un congiunto può monitorare da remoto la situazione all’interno dell’appartamento, rendendosi conto della situazione utilizzando i valori rilevati da una serie di sensori (di presenza o di assenza). Un’opportunità ideale per le abitazioni private, che in questi appartamenti non è attiva per tutelare i diritti del personale sanitario che vi accede . Allo stesso modo, di fronte ad un rubinetto lasciato aperto o un fornello acceso (segnalati dagli appositi sensori) l’impianto agisce direttamente sulle valvole d’intercettazione degli impianti, mentre la segnalazione d’allarme, oltre che in locale, può essere trasferita a distanza.

Belli e funzionali

Benché l’impiego del tablet, dotato di un software specifico, rappresenti una peculiarità del sistema di controllo, l’intera abitazione può essere gestita anche attraverso comuni comandi manuali. La scelta di questi ultimi, così come quella della loro posizione ottimale, non è però banale per chi non si è mai confrontato con le limitazioni imposte da un ridotta mobilità. Da qui la necessità di una serie di incontri tra gli specialisti dell’Unità Spinale, il progettista, l’installatore e il personale di BTicino, chiamati a individuare i comandi più adatti a ogni specifica esigenza. “In assenza d’ indicazioni normative specifiche – spiega Antonangeli – il primo accorgimento è stato quello di posizionare le prese più in alto del solito e gli interruttori più in basso. Gli apparecchi si trovano così ad altezze facilmente raggiungibili da chi è vincolato su una carrozzina. Ma è stato necessario porre attenzione anche alla posizione di tali componenti. Abbiamo infatti evitato tutte le posizioni d’angolo, preferendo installare prese e interruttori al centro delle pareti, o nei punti di passaggio, creando anche due false colonne per facilitare l’avvicinamento della carrozzina”. Pulsanti, prese e comandi, però, sono del tutto identici a quelli che si trovano in una comune abitazione, fanno parte della serie civile Màtix di BTicino. Sono prodotti facilmente reperibili e che, quindi, non gravano sui costi complessivi. Vengono così superati i limiti estetici delle soluzioni sviluppate ad hoc per persone diversamente abili, che privilegiano la funzionalità specifica a scapito dell’estetica, creando anche un impatto psicologico negativo. Azionare un comune tasto, spesso di dimensioni ridotte, può però risultare difficoltoso per chi ha delle limitazioni funzionali. E’ lo stesso Antonangeli a far notare come, molte volte, anche le problematiche più delicate possano essere superate elegantemente, utilizzando semplicemente la fantasia. I tasti, infatti, sono tutti a due moduli, offrendo così una maggior superficie d’azione, senza gravare sull’aspetto estetico. Oltre che attraverso il tablet e i singoli comandi, infine, tutte le funzionalità sono gestibili da due touch screen da 3,5” della stessa linea Màtix, posizionati strategicamente nell’area di ingresso e in camera, che garantiscono il controllo anche a fronte dell’impossibilità di accedere al tablet. Il tutto completato dalla capacità di richiamare scenari o dimmerare le lampade dell’impianto di illuminazione.

Stop ai batteri

I due appartamenti realizzati dall’Unità Spinale non sono in uso esclusivo a un soggetto, ma vengono utilizzati a rotazione, per un periodo necessariamente limitato, da persone in corso di dimissione dalla struttura ospedaliera. Da qui la necessità di prevenire il diffondersi di agenti patogeni, che possono trovare un ambiente ideale proprio attraverso il contatto con le placche dei comandi. Un rischio prevenuto attraverso l’impiego della versione con trattamento antibatterico delle placche e dei comandi Matix. L’effetto antimicrobico, nello specifico, è reso possibile dalla particolare formulazione dei materiali, basata su ioni d’argento (Ag+). Una peculiarità che garantisce la non proliferazione di batteri, virus e funghi senza creare alcuna immunizzazione o effetto resistenza. La distruzione, infatti, si basa su un principio fisico e non chimico. Le soluzioni, certificate da laboratori specializzati e caratterizzate da un basso profilo, hanno inoltre il vantaggio di agevolare le operazioni di pulizia, ottimizzando le attività quotidiane.

Non sono gadget

Spesso, esperimenti simili si sono rivelati poco replicabili nella vita comune, per i costi elevati e per la scarsa affidabilità e praticità delle funzioni proposte. Tutti limiti che, come ha spiegato Silvia Ferrario, in questo caso vengono superati anche grazie alla sensibilità di BTicino. La possibilità di vivere davvero in una casa domotica, infatti, permette al cliente di sperimentare le diverse opzioni e di decidere, con il supporto di esperti, quali implementare nella propria abitazione. Infatti, mentre i terapisti occupazionali hanno in compito di individuare e favorire l’uso dei dispositivi, la stessa Aus mette a disposizione un progettista specializzato che, gratuitamente, stila un progetto specifico per la casa del disabile. Un progetto che, accedendo al catalogo BTicino, può essere basato su componentistica di mercato che, oltre alla nota affidabilità, viene proposta a prezzi accessibili e conosciuti sin dalla fase di preventivazione.



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