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Mattone su mattone, il laterizio cresce “a vista”

La storia di un materiale tanto antico quanto moderno e prestazionale attraverso le pagine di un libro focalizzato sull’impiego faccia a vista

Scritto da il 29 agosto 2016 alle 9:18 | 1 commento

Mattone su mattone, il laterizio cresce “a vista”

Photo: flickr


Il mattone ha una storia lunga quanto l’uomo o quasi. Nasce dove non c’è possibilità di usare legno o pietra, ma piano piano nel corso del tempo, assume grazie al laterizio un’importanza che lo rende non solo un’alternativa ma la prima scelta anche da parte di firme prestigiose dell’architettura mondiale.

È interessante la lettura che ne fa del laterizio un manuale uscito di recente intitolato “Il laterizio faccia a vista nei rivestimenti contemporanei” (Dario Flaccovio editore). Perché dietro al titolo volutamente tecnico c’è anche un lavoro di ricerca che ripercorre la storia di un materiale tanto antico quanto moderno e duttile, tanto nell’architettura antica quanto in quella moderna.
Ed è proprio questo lavoro di ricerca che all’inizio ripercorre le tappe più significative del percorso che va dalla nascita alla adozione della cottura dell’ (a opera dei Sumeri), fino al suo arrivo nella penisola italica grazie ai Greci.

Il laterizio, protagonista con i Romani e amato nel mondo

Nel nostro Paese trova ampio spazio e contribuisce alla realizzazione di una parte importante del patrimonio storico artistico e architettonico nazionale: pensiamo a Pompei, per esempio, e alle tante testimonianze che restano della civiltà Romana. In particolare, tra la fine della Repubblica e la prima età imperiale «le fornaci laterizie romane, le cosiddette figlinae, elaborano dei pezzi speciali destinati proprio alla creazione di intercapedini murarie per isolare gli ambienti e per permettere la circolazione di aria riscaldata negli ambienti termali, evolvendo le tegulae mammatae comunemente usate per il risanamento degli ambienti insalubri», spiega Fabio Fabbrizzi, professore di progettazione architettonica presso l’Università degli Studi di Firenze. Lo stesso docente ricorda anche diversi monumenti nazionali e internazionali che via via sono nati e ancor oggi fanno bella mostra e concorrono alla bellezza del paesaggio urbano. Ma soprattutto sottolinea quanto il materiale abbia avuto negli anni uno sviluppo considerevole, specie attualmente nella adozione della tecnologia dei rivestimenti di facciata a montaggio meccanico, che «offre prestazioni di altissimo livello per quel che concerne i requisiti di resistenza meccanica, di tenuta all’acqua, di comfort termo-igrometrico e di estetica». La motivazione di questo ampio sviluppo lo si deve, spiega sempre Fabbrizzi, oltre che per una questione estetica, perché «esprime una flessibilità evolutiva capace di rispondere alle nuove e più articolate aspettative tecnologiche del costruire».

L’impiego con Renzo Piano

Ed ecco che il ritorno a soluzioni del passato, di un passato storico come quello dell’antica Roma, siano riprese da una archistar come Renzo Piano tra la metà degli anni Ottanta e i primi anni del nuovo millennio, attraverso il lavoro svolto nello studio Renzo Piano Building Workshop non solo in Italia (celebri le sue applicazioni a Genova in occasione delle Colombiadi, oppure il più recente utilizzo nella nuova sede de Il Sole 24 Ore a Milano o il progetto a Lodi della sede della Banca Popolare di Lodi, qui raffigurata) ma anche all’estero (l’IRCAM di Parigi, la Cité Internationale di Lione).
La storia passa attraverso casi di recupero di edifici esistenti, oltre che nella costruzione di nuovi, e il laterizio è sempre lì, pronto all’impiego.

Aspetti tecnici

Dal terzo capitolo, il libro conferma la sua vocazione di manuale tecnico, offrendo spunti interessanti dedicati sia al funzionamento degli schermi avanzati sia alla descrizione dei prodotti e dei sottosistemi maggiormente impiegati, evidenziando gli elementi e le soluzioni “maggiormente utilizzate e che meglio permettono di esaltare le potenzialità del laterizio”.
Seguono poi due capitoli dedicati l’uno sulle principali prestazioni che sono in grado di garantire con specifico riferimento ai rivestimenti in laterizio faccia a vista, indagando nello specifico alcuni degli aspetti più interessanti come: stabilità e resistenza meccanica, prestazioni termoigrometriche, prestazioni acustiche, realizzazione costruttiva, durabilità e manutenibilità. A occuparsene Simone Secchi e Fabio Sciurpi, ricercatori in fisica tecnica sempre presso l’ateneo fiorentino.
Una serie di casi di particolare interesse di applicazione in Italia del laterizio nella soluzione dei rivestimenti a montaggio meccanico concludono questo manuale, risultato di una approfondita e pluriennale attività di ricerca intrapresa all’interno del dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze con il coinvolgimento dell’Andil (Associazione nazionale degli industriali del laterizio).


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L'autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.


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